Considerato il finanziamento della Regione Lazio per quest'opera, ho interrogato la giunta per sapere se l’area destinata a giardino pubblico, ubicata nel pieno centro di Cassino, a ridosso di via Pinghera ed alle spalle della Chiesa madre, è stata completamente recintata per destinare il giardino pubblico a strada carrabile, e quali ragioni giustificano la sottrazione di questo spazio verde già arredato ai residenti. Se questi lavori possono mettere a rischio aree di pregio presenti nella zona e, a tal fine, se sono stati interessati tutti gli enti preposti a che tali lavori non creino pericolo dal punto di vista ambientale ed architettonico, vista la presenza delle fonti del Gari, dei resti dell’antica Chiesa delle Cinque Torri, dei resti della vecchia Cassino; inoltre non è da sottovalutare che l’area interessata è posta ai piedi della montagna di Montecassino, praticamente senza soluzione di continuità con il monumento naturale di Montecassino.
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Perché una strada sopra un giardino con il finanziamento della Regione?
Considerato il finanziamento della Regione Lazio per quest'opera, ho interrogato la giunta per sapere se l’area destinata a giardino pubblico, ubicata nel pieno centro di Cassino, a ridosso di via Pinghera ed alle spalle della Chiesa madre, è stata completamente recintata per destinare il giardino pubblico a strada carrabile, e quali ragioni giustificano la sottrazione di questo spazio verde già arredato ai residenti. Se questi lavori possono mettere a rischio aree di pregio presenti nella zona e, a tal fine, se sono stati interessati tutti gli enti preposti a che tali lavori non creino pericolo dal punto di vista ambientale ed architettonico, vista la presenza delle fonti del Gari, dei resti dell’antica Chiesa delle Cinque Torri, dei resti della vecchia Cassino; inoltre non è da sottovalutare che l’area interessata è posta ai piedi della montagna di Montecassino, praticamente senza soluzione di continuità con il monumento naturale di Montecassino.
Valle del Sacco, le risposte della Giunta. Ma la vigilanza non basta...
Questa mattina durante la seduta del Consiglio regionale del Lazio, l’Assessore all’Ambiente e allo Sviluppo sostenibile Marco Mattei ha risposto alla nostra interrogazione concernete lo stato di grave inquinamento ambientale in cui versa la zona della Valle del Sacco nel Comune di Colleferro.Con la nostra interrogazione presentata ad aprile 2011, abbiamo chiesto all’Assessore Mattei quali siano le azioni della Giunta di fronte ad una situazione di criticità, di un danno ambientale che non solo colpisce uno dei territori più suggestivi del Lazio, ma che mette in serio pericolo l’incolumità e la salute degli abitanti della zona. Abbiamo ricordato all’Assessore che sono recentissime le segnalazioni e le denuncie a mezzo stampa di ritrovamenti di animali morenti o zoppicanti dovuti all’inquinamento del territorio.
L’Assessore Mattei, nella sua replica, ha ammesso il grave stato di emergenza in cui versa la Valle del Sacco, ma ha precisato che non vi è un ulteriore peggioramento dell'inquinamento e che sono attivati strumenti di vigilanza diretta e di controllo attraverso il Nucleo Operativo Ecologico
A noi risulta invece, a differenza di quanto dichiarato dall’Assessore Mattei, che vi è un allarmante aggravamento delle condizioni ambientali di quel territorio. Di recente infatti, sono state avvistate macchie sospette di inquinamento nel fiume Sacco, questo a riprova che il problema non è tenuto sotto controllo mettendo in pericolo la salute degli abitanti della zona, oltre che degli animali delle aziende agricole. Noi radicali continueremo a tenere alta la vigilanza su una vicenda che ha danneggiato in modo gravissimo, per molti aspetti irreversibile un’area di pregio ambientale e agricolo della nostra regione
La storia dell'impianto fotovoltaico di Colleferro.
“Abbiamo voluto presentare questa interrogazione”, ha dichiarato il Capogruppo radicale Rossodivita che ha illustrato l’interrogazione,“sulla base di anomalie che abbiamo rilevato sia riguardo alla congruità del progetto che al suo impatto ambientale per sapere quali iniziative la Giunta regionale e l’Assessore all’Ambiente Mattei intendano assumere in merito all'applicazione delle Linee guida nazionali di cui al decreto ministeriale 10 settembre 2010, in modo da evitare che l'area di Colleferro, importante dal punto di vista agricolo e nota per la bellezza del paesaggio, possa essere irrimediabilmente compromessa dalla realizzazione di un impianto di tali dimensioni. La replica dell’Assessore Mattei alla nostra interrogazione” precisa Rossodivita “il quale ha spiegato che tutto l’iter autorizzativo e di valutazione d’impatto ambientale si è svolto nella precedente legislatura è stata puntuale, ma riteniamo comunque doveroso che la Regione prenda tutti i provvedimenti necessari, anche in autotutela. Vogliamo ricordare che l’area interessata deve già sopportare le pesanti conseguenze delle operazioni illegali commesse nella gestione dei rifiuti pericolosi da parte di imprese industriali presenti nella Valle del Sacco. Noi Radicali, come è noto, sosteniamo la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili, ma non a costo di scempi ambientali. Colleferro ha già dato”
