Il Governo impugna per l'ennesima volta una legge della Regione Lazio: il Piano casa 2, conosciuto anche come "Piano Casa e Chiesa", che paradossalmente doveva servire per superare il conflitto di competenze con lo Stato in relazione alla precedente norma sul Piano casa. Il Governo così oggi motiva l'impugnazione: la Legge regionale "contiene alcune disposizioni in contrasto con le norme statali in materia di tutela del paesaggio ed in materia di governo del territorio". La Presidente Polverini probabilmente si potrà rifugiare dentro un "non sapevo, non potevo immaginare", solo che - anche in questo caso - consigliamo di rileggere resoconti e comunicati delle sedute in cui noi Radicali, insieme a gran parte dell'opposizione, avvertivamo di quanto fosse scontato e prevedibile questo conflitto di costituzionalità. Peraltro la nuova legge sul piano casa era fatta per soddisfare appetiti Vaticani, o di sottopotere Vaticano, trovando sponda anche nel Partito Democratico, che - a differenza di tutte le altre opposizioni - ha presentato un solo emendamento che inseriva un blandissimo limite di cubatura, alla regalia elaborata da un consigliere di maggioranza e poi trasfusa, versione PD, nel solito maxiemendamento di Giunta. Dunque, tra le poche leggi che sono state approvate in questa legislatura, proposte e sostenute dalla Giunta Polverini e dalla sua maggioranza, ricordiamo che il Governo ha impugnato anche, solo per citarne alcune, le leggi regionali sugli accreditamenti nella sanità privata, quelle sul turismo e i campeggi, il piano casa 1, quella sull'aumento dell’accise sui carburanti e quella sulla realizzazione di aviosuperfici e campi volo.
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L'analisi logica di "detti enti" che non furon mai "detti". Ovvero, l'emendamento Ciocchetti sul concetto: consumo di suolo se fate una Chiesa.
E' diventata legge quella norma sul Piano Casa & Chiesa voluta da Luciano Ciocchetti, e rivendicata nel corso del dibattito anche dal Partito democratico (ma l'ha detto qualcuno? ma il popolo democratico lo sa? i militanti sono d'accordo? mah...), che dice cose che a una prima lettura non avrebbero un senso, ma probabilmente per esperti colatori di cemento un senso ce l'hanno, eccome! Io, che rimango un comune cittadino e, quando il Presidente del Consiglio regionale Abbruzzese me lo consente - vista la lesione dei diritti nei confronti dei consiglieri non solo in questa circostanza - anche un Consigliere regionale, però, non l'ho capita.
Leggiamola insieme. Dice la norma:
"Al fine di garantire agli Enti istituzionalmente competenti (quali? in questa parte iniziale e fondamentale della norma non si dice... voi lo sapete? mah, ce lo dirà, aspettiamo...) le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione o l'ampliamento di edifici di culto, di attrezzature religiose e complessi parrocchiali sulle aree nella disponibilità di detti enti (fermi tutti! quali enti? non ce l'avete ancora detto! non si capisce! ce lo direte dopo? speriamo...) è consentita la realizzazione di interventi ad uso residenziale, commerciale, direzionale, turistico o a servizi, con una volumetria non superiore a quella delle opere religiose (qui interviene il Partito democratico che dice: fino a un massimo di 3 mila mq di superficie. Ma come? E quanti piani facciamo? E quindi adesso la norma va bene? Pare di sì, visti gli interventi successivi dei consiglieri del Pd che, a un certo punto della discussione, rivendicano la norma piano chiesa. Ma andiamo avanti nella lettura, questa notizia però speriamo circoli, almeno per aprire un dibattito col e nel Pd). I proventi derivanti a detti Enti (nooo! fermi tutti di nuovo! quali Enti? detti Enti! ma dove li aveti "detti" i detti enti!? non è uno scherzo... è così!) dalla cessione a terzi a qualsiasi titolo delle aree edificabili, ovvero dei relativi diritti edificatori o degli immobili realizzati sono integralmente destinati alla esecuzione delle opere religiose. (e no! siamo arrivati alla fine e non ci avete detto chi sono i detti Enti - con la E maiuscula? - anche perché i proventi a quali enti o Enti arriveranno?)".
Ecco abbiamo letto insieme la norma. Non ci sono altri commenti da fare. Ho chiesto personalmente al consigliere Irmici apparente ideatore di questa norma di spiegarcela. Di fronte ad altri colleghi, però, non è stato in grado di sciogliere i dubbi. Abbiamo capito che il fautore non era lui, era Ciocchetti, che infatti sulle agenzie l'ha spiegata e rispiegata da par suo. Intanto proprio nelle ore in cui si votava questa norma, anche se di solito si vedono solo a Natale e a Pasqua, facevano capolino alla bouvette del consiglio uomini di Chiesa. Sicuramente coincidenze, per carità. Ma anche i costruttori edili hanno il loro santo patrono. Il problema è che è lo stesso che si festeggia tutti i giorni alla Regione Lazio.
Leggiamola insieme. Dice la norma:
"Al fine di garantire agli Enti istituzionalmente competenti (quali? in questa parte iniziale e fondamentale della norma non si dice... voi lo sapete? mah, ce lo dirà, aspettiamo...) le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione o l'ampliamento di edifici di culto, di attrezzature religiose e complessi parrocchiali sulle aree nella disponibilità di detti enti (fermi tutti! quali enti? non ce l'avete ancora detto! non si capisce! ce lo direte dopo? speriamo...) è consentita la realizzazione di interventi ad uso residenziale, commerciale, direzionale, turistico o a servizi, con una volumetria non superiore a quella delle opere religiose (qui interviene il Partito democratico che dice: fino a un massimo di 3 mila mq di superficie. Ma come? E quanti piani facciamo? E quindi adesso la norma va bene? Pare di sì, visti gli interventi successivi dei consiglieri del Pd che, a un certo punto della discussione, rivendicano la norma piano chiesa. Ma andiamo avanti nella lettura, questa notizia però speriamo circoli, almeno per aprire un dibattito col e nel Pd). I proventi derivanti a detti Enti (nooo! fermi tutti di nuovo! quali Enti? detti Enti! ma dove li aveti "detti" i detti enti!? non è uno scherzo... è così!) dalla cessione a terzi a qualsiasi titolo delle aree edificabili, ovvero dei relativi diritti edificatori o degli immobili realizzati sono integralmente destinati alla esecuzione delle opere religiose. (e no! siamo arrivati alla fine e non ci avete detto chi sono i detti Enti - con la E maiuscula? - anche perché i proventi a quali enti o Enti arriveranno?)".
Ecco abbiamo letto insieme la norma. Non ci sono altri commenti da fare. Ho chiesto personalmente al consigliere Irmici apparente ideatore di questa norma di spiegarcela. Di fronte ad altri colleghi, però, non è stato in grado di sciogliere i dubbi. Abbiamo capito che il fautore non era lui, era Ciocchetti, che infatti sulle agenzie l'ha spiegata e rispiegata da par suo. Intanto proprio nelle ore in cui si votava questa norma, anche se di solito si vedono solo a Natale e a Pasqua, facevano capolino alla bouvette del consiglio uomini di Chiesa. Sicuramente coincidenze, per carità. Ma anche i costruttori edili hanno il loro santo patrono. Il problema è che è lo stesso che si festeggia tutti i giorni alla Regione Lazio.
Piano casa 4
Primi cedimenti della maggioranza sul piano casa.
Dopo le forzature al regolamento con il deposito di un maxi subemendamento di
nove pagine sottratto alla possibilità di ogni dibattito per l'opposizione,
proseguono in aula le votazioni sui 250 ordini del giorno depositati dalla
lista Bonino Pannella, Sel, Fds e sostenuti in aula dall'intera opposizione.
La maggioranza va sfaldandosi avendo consentito l'approvazione di un Odg a
firma radicale che prevede l'obbligo per la Giunta di pubblicare sul sito
istituzionale gli interventi di modifica di destinazione d'uso derivanti
dall'applicazione del "nuovo" piano casa-chiesa. L'Assessore Ciocchetti, a
nome della Giunta, si è detto disponibile a procedere ad oltranza nella
seduta, come Consiglieri radicali nel rispetto di quanti lavorano nel
Consiglio, ci chiediamo che senso abbia procedere a questa maratona quando
nessun termine immediato v'è all'approvazione del provvedimento
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Piano casa 3
Stiamo depositando, unitamente ai colleghi di SeL, Verdi e FdS oltre 250 Ordini del giorno al fine di tentare di bloccare l’ennesimo colpo di mano dell’Assessore Ciocchetti e della Giunta Polverini. Sulla scorta della pronuncia del Consiglio di Stato relativo alla vicenda Acea consumatasi al Consiglio comunale di Roma visto che, sul punto, il Regolamento del Consiglio regionale – analogamente a quello del Consiglio comunale di Roma – impone l’esame degli Ordini del giorno prima dell’approvazione finale della legge, abbiamo scelto questa strada per far fronte all’ennesimo ostacolo al dibattito posto dall’esecutivo regionale utilizzando ancora una volta la prassi costituzionalmente fraudolenta di un sub maxi emendamento tombale di ben 11 pagine che riscrive il Piano casa.
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PIano casa 2
Sul famigerato emendamento Ciocchetti il "tutto Casa e Chiesa", riproposto oggi in aula autonomamente rispetto ad altro a firma Irmici ormai ritirato, segnaliamo che i subemedamenti depositati in Consiglio dall'opposizione miranti a bloccare quel "mix di affarismo, speculazione, consumo del suolo, assalto al territorio" per utilizzare le parole del Coordinatore degli Ecologisti democratici del Lazio, Marco Ciafaroni, sono così suddivisi: Lista Bonino Pannella 79, IDV 12, SEL 2, FED 2, PD 1. Speriamo vivamente che tutte le forze di opposizione siano salde nei prossimi giorni nel sostenere i subemendamenti da noi depositati cui, sulla scorta dell'evidenza dei numeri, immaginiamo ormai facciano affidamento.
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Piano casa 1
Con un subemendamento dell’Assessore Ciocchetti al Piano Casa la Giunta fa un altro regalo alla Chiesa. Quando la Giunta Polverini Pdl Udc terminerà di pagare i debiti della campagna elettorale utilizzando quale moneta sonante il territorio di tutti i cittadini del Lazio?
L'Assessore Ciocchetti vorrebbe far costruire per ogni edificio religioso un'altro della medesima cubatura, a scelta tra: un'abitazione, un ufficio, un negozio, un albergo, un centro fitness etc.
Ogni destinazione d'uso sarebbe consentita pur di far cassa.
Non basta che i comuni del Lazio siano obbligati a stanziare una parte dei contributi sugli oneri di urbanizzazione a favore degli enti religiosi, nonostante il fiume di denaro che arriva nelle loro casse dall’8 per mille, ma adesso gli si vuole garantire la possibilità di far denaro sugli spazi verdi dei cittadini.
Così come abbiamo presentato una proposta di Legge Regionale per eliminare l’obbligo dei comuni del Lazio di versare una parte degli oneri concessori agli enti religiosi cosicché possano essere destinati ad altri servizi quali ad esempio l'edilizia scolastica, gli asili nido ed i servizi sociali in genere; allo stesso modo lotteremo perché questo subemendamento-regalìa non sia approvato.
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Sul piano casa della Regione Lazio da correggere non soltanto le norme in materia di paesaggio e di aree protette, ma anche le modifiche alla legge regionale 36/1987, perché inapplicabili e di dubbia costituzionalità
Nel minestrone legislativo approvato ad agosto del 2010 con il nome di Piano Casa, sono state introdotte delle modifiche alle leggi regionali esistenti, delle quali è incerta non solo la costituzionalità, ma anche l’applicabilità. Le modifiche agli articoli 1 e 1bis della legge 36/1987 stabiliscono per i piani urbanistici esecutivi, nel caso in cui siano conformi alla strumentazione urbanistica generale, due procedure in esplicito contrasto tra di loro, senza precisare in quale caso vada applicata una o l'altra.
In base all’articolo 1, infatti, devono essere adottati dall’Amministrazione comunale, pubblicati ai fini della presentazione delle osservazioni e successivamente trasmessi alla Regione e infine approvati con una delibera della Giunta comunale.
In base all’articolo 1-bis, invece, gli stessi piani attuativi, se conformi al PRG, devono essere approvati direttamente dalla Giunta e, come dice letteralmente la norma, senza applicare le procedure dell’articolo 1, richiamate sopra.
Una modifica legislativa di questo tipo non soltanto lascia le amministrazioni locali in una grande incertezza, ma introduce nell’ordinamento regionale una disposizione incostituzionale. La Consulta ha già censurato, infatti, con la sentenza 343/2005 una legge regionale, la 34/1992 della regione Marche, che non prevedeva la trasmissione alla Regione di quei piani urbanistici esecutivi, che era facoltà dei Comuni approvare direttamente perché conformi al piano regolatore generale. Il motivo della censura, tuttora valido, è l’assunto in base al quale l’articolo 24 della legge statale n. 47/1985, che prevede la trasmissione alla regione dei piani urbanistici attuativi, “assume il carattere di principio fondamentale”.
Per questa ragione, nel corso dell’esame della proposta di legge della Giunta regionale (la n.340) abbiamo presentato degli emendamenti alla legge 36/1987, (così come modificata dalla legge 10/2011 "Piano casa"), con i quali, tra le altre cose, chiediamo l’abrogazione del comma 1 dell’articolo 1-bis, che non soltanto contiene una disposizione di dubbia applicazione, ma cancella anche l’obbligo, derivante da un principio riconosciuto come fondamentale dalla Corte Costituzionale, di trasmettere comunque i medesimi piani alla Regione.
Si discuteranno domani: ci auguriamo che l'Assossore Ciocchetti voglia, almeno questi, prenderli attentamente in esame e valutarli favorevolmente.
Ciocchetti elude il problema. Il contributo straordinario non c'entra con l'housing sociale: il primo è previsto come scelta del Comune, il secondo è previsto dalla legge regionale
Secondo l'Assessore Ciocchetti la polemica sulla mancata
corresponsione del contributo straordinario è pretestuosa (così ha risposto a Repubblica alla nostra contestazione su scelte dell'Udc a livello nazionale e regionale su primacasa e pianocasa), dal momento
che gli interventi finalizzati al cambio di destinazione d'uso pagano
un loro "contributo straordinario" attraverso la realizzazione di
almeno un 30% della superficie complessiva degli interventi da
dedicare al cosiddetto housing sociale. L'Assessore - che ben conosce
la materia - conosce sicuramente l'articolo 18 della L.R. 21/2009.
Questo articolo, conseguentemente a una previsione normativa di rango
statale (commi 258 e 259 L.244/2007) stabilisce che negli strumenti
urbanistici generali "le aree o gli immobili per la realizzazione
degli interventi di edilizia sociale da cedere gratuitamente
all'amministrazione comunale" vanno inseriti tra le aree per il
soddisfacimento dei cosiddetti standard urbanistici obbligatori, di
cui al DM 1444/1968, che i proprietari devono cedere
obbligatoriamente.
Per questa ragione, l'obbligo di realizzare un 30% di edilizia
residenziale sociale non può essere considerato, in alcun modo, un
surrogato del contributo straordinario previsto per Roma Capitale
dalla legge 122/2010, ma un modo per ottemperare e disciplinare nel
dettaglio una previsione normativa, in base alla quale devono essere
comunque costruiti i piani urbanistici. Tanto più se l'esenzione dal
versamento di questo contributo straordinario - come previsto dalla
Delibera Capitolina Casini-Alemanno - è prevista solo per la
realizzazione di edifici residenziali nelle aree fabbricabili a
destinazione non residenziale comprese dento il perimetro di piani
attuativi, e non per i cambiamenti di destinazione d'uso di immobili
produttivi e/o direzionali e per le strutture sanitarie private.
Interventi previsti dallo stesso articolo 3ter della legge regionale,
per i quali vale comunque l'obbligo di realizzare una percentuale di
alloggi da riservare per l'edilizia sociale.
Sul Piano Casa di Roma, piccole intese tra Alemanno e Udc di Casini (e Ciocchetti)
Chiediamo ora a Casini e ad Alemanno di spiegare questa operazione ai romani e agli italiani approfittando di uno dei loro quotidiani messaggi televisivi. Casini spieghi per quale motivo negli stessi giorni e dentro lo stesso quadro politico segnato da una crisi dei conti pubblici e di credibilità delle nostre istituzioni, è ragionevole, da un lato, reintrodurre un prelievo immobiliare anche sulla prima casa e dall’altro esentare dal versamento di un contributo straordinario i costruttori e i promotori di operazioni immobiliari finalizzate a trasformare in nuove case e in nuova ricchezza immobili dismessi, al momento privati del loro valore e con una trasformabilità molto limitata. E Alemanno spieghi ai cittadini romani, e anche a Monti perchè invece di applicare il contributo straordinario ai cambi di destinazione degli edifici dismessi, preferisce constringersi a violare le regole del Patto di Stabilità.
Dichiarazione del consigliere regionale della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei Rocco Berardo e del segretario di Radicali Roma Riccardo Magi
Noi non quereliamo... perché abbiamo i nervi saldi... :-)
In merito alle dichiarazioni rilasciate ieri dall’Assessore Ciocchetti, ci corre l’obbligo di ricordare che il gruppo Lista Bonino Pannella ha, da più di un anno, depositato diverse proposte di legge, tra le quali quelle per l’istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti, per la definizione di nuovi criteri di nomina dei Direttori generali delle Asl, per la trasparenza e il controllo del ciclo e della gestione dei rifiuti, per assicurare assistenza indiretta e vita indipendente ai disabili, per la soppressione delle Comunità montane. Nessuna di questa è stata mai discussa dal Consiglio regionale, perché, allora, il Vice Presidente della Giunta non chiede la calendarizzazione di queste proposte? Assessore Ciocchetti non sono queste proposte serie?
Per quanto riguarda, poi, quanto dichiarato ieri dai consiglieri Illuzzi, Miele e Perazzolo su fantomatici costi che avrebbe comportato l’organizzazione della conferenza stampa di Marco Pannella in occasione della seduta straordinaria del Consiglio sull’emergenza carceri, non sappiamo come loro organizzano le conferenze stampa, ma possiamo assicurare che la nostra non ha fatto spendere alla Regione Lazio un centesimo in più di quel che quotidianamente spende o avrebbe speso in quel giorno. Non li quereliamo perché abbiamo nervi più saldi di quelli della Polverini e perché, attese le loro dichiarazioni confessorie di ieri, li indicheremo, tra gli altri, quali preziosi testimoni a discarico qualora la Polverini ritenesse effettivamente di querelarci.
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti EuropeiA cuore più che i cittadini le speculazioni dei costruttori
Il Vice Presidente della Giunta Polverini, Luciano Ciocchetti, autorevole esponente dell’Udc, commentando l’approvazione della Giunta di una delibera sulla variante speciale per il recupero dei nuclei abusivi nel Comune di Anguillara Sabazia, in località 'I Grassi', che si aggiunge all’approvazione di altra delibera su una fantomatica "Variante speciale per il recupero urbanistico dei nuclei edilizi spontaneamente sorti" del Comune di Marino, che possiamo volgarmente denominare “Lottizzazioni abusive”, ha detto che la “Giunta ha voluto dimostrare di avere a cuore le esigenze dei cittadini, nessuno escluso”.Vogliamo dire all’autorevole esponente dell’Udc, per fare chiarezza, che si tratta semplicemente di impedire le confische delle case da parte dell'Autorità Giudiziaria a cittadini - per lo più ignari - che hanno acquistato abitazioni in lottizzazioni abusive, frutto di speculazioni di costruttori che profittano - nella migliore delle ipotesi - della incapacità se non della connivenza delle amministrazioni locali, che non fanno vigilanza edilizia sui loro territori. Ed intanto l'assetto del territorio viene stravolto, il territorio verde divorato, con costruttori criminali che rimpinguano i loro conti magari all'estero. Si può dire anche questo, Vice Presidente Ciocchetti?
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella, Federalisti europei



