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Regina Coeli, il reparto clinico in pessime condizioni. E per i blindi si schiuma ancora...

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I consiglieri regionali radicali, Giuseppe Rossodivita, Capogruppo e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei hanno oggi depositato una interrogazione urgente alla Presidente della Regione Renata Polverini,  anche nella sua qualità di Assessore alla Sanità della Regione Lazio, sulle gravissime carenze sanitarie in cui si trova il Carcere romano di Regina Coeli.

L'interrogazione elenca alcune testimonianze raccolte tra i detenuti del carcere dalla deputata Radicale Rita Bernardini in occasione di una visita ispettiva svolta domenica 22 luglio, insieme a Irene Testa, Segretaria dell'Associazione 'Il Detenuto ignoto' e Gianmarco Ciccarelli, membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani. Il carcere Regina Coeli  ha una popolazione detenuta di 997 persone, con una capienza regolamentare dichiarata dal Ministero di 725 posti.

Le testimonianze raccolte fanno riferimento alle gravi carenze relative all'assistenza medico-sanitaria, al personale sanitario, al reparto adibito a Centro Diagnostico e Terapeutico e all'assistenza psicologica,  del tutto inadeguati per fare fronte alle esigenze della popolazione detenuta. Lo psicologo sarebbe presente per 12 ore al mese (2 ore per sei giorni al mese) e in tutto gli psicologi sono soltanto 4 o 5.  
Tra le testimonianze raccolte nel testo dell'interrogazione urgente vi sono casi di persone con gravi patologie mediche, alcuni con problemi psichiatrici, altri con diabete, malati di epatite C, cirrosi epatica, con necessità di trapianto di fegato, cure dentistiche e molto altro.
Tra le vicende segnalate nel testo dell'interrogazione vi è anche il caso dei 'blindi', ovvero le porte di legno delle celle della seconda (e più antica) sezione del Carcere che impediscono il passaggio dell'aria. La Giunta Regionale con la delibera n. 875 del 2009 aveva previsto un intervento ad hoc per collocare nelle celle cancelli in sostituzione dei 'blindi'. Anche di questo si chiede notizia alla Presidente della Regione lazio.
L'interrogazione chiede di sapere  se esiste un piano sanitario specifico per il carcere di Regina Coeli , quali iniziative intenda attivare urgentemente la Presidente della Regione Lazio, avendo anche l'interim di Assessore alla Salute, riguardo le gravi carenze documentate e se non intenda, di concerto con il Ministro della Giustizia e della Salute, intervenire per assicurare il diritto alle cure delle persone detenute. Tra le richieste si chiede anche di sapere se riguardo l'assistenza psicologica non intenda incrementare le ore di lavoro del personale specializzato.
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Delegazione Radicale in visita al carcere di Roma, Regina Coeli. Oltre al sovraffollamernto condizioni sanitarie molto critiche dei detenuti. Alcune incompatibili con detenzione.

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Sabato 31 marzo nella visita effettuata presso il Carcere di Regina Coeli, accompagnato da Sergio Rovasio, dell’Associazione Radicale Certi Diritti,  abbiamo avuto modo di riscontrare, oltre alla cronica situazione di sovraffollamento carcerario che riguarda tutte le carceri italiane, delle gravi carenze di tipo sanitario. In particolare, a Regina Coeli, così come in molti altri penitenziari italiani, non esiste una adeguata  assistenza medico-sanitaria rispetto alle situazioni di salute di molti detenuti.

Tra le poche celle che abbiamo visitato molti casi apparivano manifestamente ai limiti della compatibilità detentiva. Tra questi anche  il caso di un detenuto, rinchiuso  in una cella della Seconda Sezione del  Carcere: ci ha mostrato un rigonfiamento molto grave di tutto il braccio destro, oltre a una medicazione trascurata sulla mano dello stesso arto, che evidentemente necessita di un ricovero con costante monitoraggio medico nel centro clinico, ma per eccessivo affollamento del centro lo stesso ricovero non si è potuto ancora effettuare.

Il secondo caso riguarda il signor Luigi Lainà, per il quale è già stata presentata una interrogazione parlamentare al Ministro di Giustizia e quello della Salute, dalla deputata Radicale Rita Bernardini. Il detenuto, ricoverato da tempo presso il centro clinico del carcere, soffre di una grave situazione clinica essendo affetto da Epatite, insufficienza polmonare da enfisema cronico, con un evidente deperimento organico e impossibilità alla deambulazione e di gravi forme di autolesionismo. Risulta evidente in questo caso la incompatibilità tra detenzione e salute, come già affermato dalla relazione degli stessi medici di Regina Coeli, per i quali, secondo una relazione del 30 gennaio 2012, il detenuto a causa delle sue condizioni di salute non è gestibile nell’ambiente carcerario.

Molti detenuti ci hanno chiesto notizie delle condizioni di Marco Pannella e della lotta nonviolenta in corso per la giustizia  e notizie sulla “seconda Marcia per l’Amnistia, la Giustizia e la Libertà” che insieme al Partito Radicale Nonivolento faremo il prossimo 25 aprile passando anche davanti al Carcere di Regina Coeli.
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A Regina Coeli si muore e negli atti aziendali Asl non si programma più per Servizi Tossicodipendenza

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Lo scorso sabato un altro detenuto  è deceduto nella IV sezione, quella riservata ai tossicodipendenti del Carcere di Regina Coeli. Questa ulteriore morte, sulla cui dinamica farà luce la magistratura, richiama ancora una volta gli amministratori e la politica tutta all'operare concretamente per garantire una assistenza e cura seria ai detenuti tossicodipendenti, ovvero circa il 35% del totale dei ristretti.
 
Il dato statistico ufficiale male rappresenta, però, le dimensioni reali del fenomeno laddove in realtà bisognerebbe parlare di una percentuale di tossicodipendenti pari o superiore al 50%, con ragionevole previsione che in realtà strutture come Regina Coeli abbiano percentuali ancora più elevate.

Perché l'assistenza sia assicurata con continuità è necessario che i servizi dedicati rientrino a pieno titolo nella programmazione sanitaria regionale che ogni Azienda sanitaria indica nel proprio un Atto Aziendale, al fine di realizzare al meglio le proprie competenze ed obiettivi in termini di standards e qualità nei confronti della popolazione, a partire da quella rappresentata dai detenuti.

Come consiglieri radicale della Lista Bonino Pannella Federalisti-Europei temiamo che gli atti Aziendali in corso di approvazione da parte della Giunta siano completamente privi della previsione di applicazione della legge n. 45 del 1999 che prevede una adeguata struttura e personale dei Ser.T. (Servizi per le Tossicodipendenze) nelle carceri.

Per scongiurare questa eventualità abbiamo presentato una interrogazione urgente alla presidente Polverini affinché intervenga subordinando l'approvazione dei suddetti atti aziendali alla  implementazione della assistenza ai tossicodipendenti nell’ambito della sanità penitenziaria, programmando sin d’ora l’ulteriore estensione della previsione legislativa anche al resto del territorio.

Confidando in un sollecito intervento ricordiamo alla Presidente-Commissario che a fronte del piano di rientro della sanità, le competenze sanitarie del carcere, essendo una attività di nuova istituzione finanziata con il trasferimento di tutto il fondo a disposizione del Ministero della Giustizia, risultano non soggette alle stesse limitazioni del resto della sanità regionale.

Dichiarazione dei consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo
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Il centro clinico che poteva evitare la detenzione (e la morte) di Simone La Penna. La Polverini apra un'indagine e risponda

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Simone La Penna, una morte che si poteva evitare. Il centro clinico doveva essere nelle condizioni di individuare un problema tanto importante come l’anoressia nervosa di un detenuto che ha perso in poco tempo trenta chili e considerare tale condizione incompatibile con le cure che poteva ricevere nella struttura di Regina Coeli.
Le indagini seguiranno il loro corso. Ma ora, subito, va assunta anche da parte della Regione attraverso la Giunta della Presidente Renata Polverini, una indagine sulla struttura sanitaria, che anche in altri casi non ha assicurato un adeguato giudizio sulla compatibilità con il carcere (e i mezzi a disposizione del centro clinico) di alcune persone detenute e malate. Vi sono peraltro interrogazioni presentate dal gruppo radicale alla Regione, riguardanti proprio il centro clinico di Regina Coeli, a cui da mesi non viene data risposta dalla Giunta. (Il caso di Idolo Caradonna, su cui non abbiamo ricevuto risposta: l'interrogazione)

Dichiarazione di Rocco Berardo, consigliere regionale Lista Bonino Pannella Federalisti europei, membro della Commissione Sanità
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