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Asili nido, le denunce Radicali interrompono illegalità

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Una storia che ha inizio molti mesi fa, quando grazie a Davide Tutino che ci aveva segnalato la vicenda, Riccardo Magi e io abbiamo presentato un esposto per segnalare che per nove mesi circa 2.190 bambini di età compresa tra 0 e 3 anni erano ospitati in asili nido illegali. Un giro d'affari che si poteva stimare intorno ai sei milioni di euro l'anno. "Il sospetto che i nidi siano abusive è stato sollevato da una denuncia dei radicali attraverso il consigliere regionale Rocco Berardo e il segretario romano dei radicali Riccardo Magi. I due politici hanno dato il via all' inchiesta della Procura fornendo un corposo dossier" (Corriere della sera, 28 luglio 2012). Oggi le novità riportate dal Messaggero: "23 strutture, che quotidianamente hanno ospitato i bambini di età compresa tra i zero e i sei anni, erano prive delle autorizzazioni necessarie. Sono state chiuse tutte, tranne una". (Il Messaggero, 9 gennaio 2014)
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Default Lazio: Relazione Corte dei Conti preannunciata da denunce Radicali

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Oggi, nella loro relazione all'udienza di parificazione del rendiconto dell'Ente, i consiglieri della Corte dei Conti hanno attaccato pesantemente la programmazione economica della Regione Lazio.

Fra le altre carenze "l'amministrazione regionale - hanno detto - non ha predisposto ed approvato il Dpef 2012-2014, e la sua carenza, in un quadro finanziario regionale da tempo economicamente compromesso, priva il decisore politico di un indispensabile strumento di programmazione". Il gruppo Radicale della Lista Bonino Pannella alla Regione Lazio nella precedente legislatura ha ripetutamente sollevato il caso, inascoltato purtroppo come spesso accaduto e accade.

Oggi, solo pro memoria, vorrei segnalare questa interpellanza in cui, con il collega Giuseppe Rossodivita, abbiamo posto a più riprese la questione pubblicamente e istituzionalmente alla precedente Giunta. Si chiedeva il perché, visto che “la programmazione è sempre e a maggior ragione nei periodi di crisi uno strumento essenziale per l'azione di governo” non fosse stata ancora presentata, e perché vi fosse il costante “mancato rispetto di tutte le scadenze delle norme vigenti”: a queste denunce non è stata mai data risposta. Oggi la Corte dei conti fa luce sulla vicenda, descrivendo una gestione disastrosa con un rischio default sempre più concreto.

Ecco il link al documento: http://atticrl2010-2012.regione.lazio.it/allegati/interpellanze/5.pdf

Dichiarazione di Rocco Berardo, consigliere regionale Radicale del Lazio nella precedente legislatura. 
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Lo stato del carcere di Rieti

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Con una delegazione radicale da me guidata e composta da Marco Giordani, Alessio Torelli e Valeria Centorame di Sabina radicale, con il sindaco di Rieti Simone Petrangeli e il presidente delle Camere Penali di Rieti Marco Arcangeli abbiamo visitato il Carcere di Rieti.

La struttura si presenta molto diversa da quelle classiche all'italiana. I detenuti sono in una cosiddetta sorveglianza dinamica quindi hanno la possibilità di accedere liberamente nei corridoi della sezione. I detenuti attualmente presenti sono 312 di cui 161 stranieri. 220 di questi sono definitivi. Il carcere di Rieti attualmente può ospitare 369 detenuti. Nove sezioni sono state aperte sulle 11 disponibili.

L'amministrazione penitenziaria non ha ancora previsto una pianta organica per questo carcere tuttavia lo standard che dovrebbe prevedere un agente per ogni due detenuti - e quindi dovrebbero essere 155 circa gli agenti di polizia penitenziaria - è ricoperto solo in parte: sono infatti 114 gli agenti presenti attualmente. Il problema principale della struttura tuttavia è rappresentato da quello sanitario che faremo presente al presidente della Regione Zingaretti: attualmente i medici che coprono il servizio sanitario sono solo presenti di giorno, infatti dalle 20 fino alle 8 non vi è presenza medica all'interno della struttura penitenziaria mentre sono sono tre gli infermieri per ogni turno, dalle 7 alle 21. Il reparto di radiologia c'è ma non è funzionante: manca controllo e collaudo sulle macchine, più il personale tecnico. Lo spostamento in ospedale per una semplice lastra risulta logisticamente difficile e economicamente oneroso.

Sono 44 i detenuti lavoranti mentre sono quattro quelli che hanno fatto richiesta per accedere ai corsi universitari mentre non è ancora attivata la scuola elementare e media provocando grande disagio per i tanti detenuti che vorrebbero iscriversi. I 10 computer disponibili nell'area informatica vengono utilizzati raramente anche perché non sono stati ancora avviati i corsi di formazione.

Infine tre informazioni: La carta dei diritti dei detenuti e degli internati che dovrebbe essere consegnata all'ingresso non risulta consegnata. L'ufficio del magistrato di sorveglianza non è istituito a Rieti: dunque quello di Viterbo è costretto a dividersi fra le due province. Alle ultime elezioni, anche se in 106 hanno sottoscritto la presentazione della Lista Amnistia Giustizia, hanno votato solo in otto, molti per mancanza di diritto di voto ma tanti anche per scarsa informazione.


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Cie di Ponte Galeria. Cosa faremo.

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Lo scorso 8 febbraio il Capogruppo uscente dei Radicali al Consiglio Regionale del Lazio, Avv. Giuseppe Rossodivita ha fatto una formale richiesta alla Prefettura di Roma per poter accedere al Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria a Roma per una visita sulle condizioni dei detenuti e della struttura. Non avendo ricevuto alcuna risposta il 18 febbraio è stata risollecitata la richiesta alla quale è stato risposto che a causa di gravi incidenti ('atti vandalici') avvenuti all'interno del Cie avrebbero fatto pervenire una risposta in tempi brevi. A tutt'oggi non è pervenuta alcuna comunicazione che autorizzi l'accesso. Sulla vicenda è stata presentata oggi una interrogazione parlamentare urgente al Ministero degli Interni, prima firmataria la deputata Radicale Rita Bernardini. Lunedì 18 marzo alle ore 11,30 una delegazione di Radicali, guidata da Marco Pannella, con l'Avv. Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Consiglieri Regionali uscenti e Sergio Rovasio, Consigliere Generale del Partito Radicale, si recherà comunque al Cie di Ponte Galeria. Di questa decisione ne è stata data comunicazione alla Prefettura di Roma (Area IV Quater) tramite comunicazione ufficiale via telegramma e via e-mail.
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Potrei dire, come si dice in questi casi, 486 volte grazie... e invece...

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...e invece "grazie" questa volta vale molto di più dei voti che avete dato alla lista promossa dai Radicali "Amnistia Giustizia e Libertà" e che mi avete personalmente riconosciuto con la vostra preferenza. Non lo dico per dire. Troppe volte si legge su manifesti abusivamente affissi dopo le elezioni "11.342 grazie...", "8.133 grazie...", e chi più voti ha, più grazie metta. Questa volta, per quanto mi riguarda, penso che i voti che mi e ci avete dato valgano molto, ma molto di più di quelli reali. Non abbiamo conquistato neanche un seggio. Certo. Lo sapevamo, e lo sapevate. La soglia del 3% era vertiginosa, e la concomitanza di elezioni politiche non aiutava. Non abbiamo conquistato un seggio, dicevo, ma credo che abbiamo conquistato in questi anni il seggio della "riconoscenza": da Report a Presa diretta, da Sergio Rizzo a Nicola Porro, da Concita De Gregorio a Francesco Merlo, da Jacopo Iacoboni a Mattia Feltri... per citare solo alcuni di quelli che hanno ricordato la nostra azione. O lo stesso Matteo Renzi, che parlando della Regione Lazio in una trasmissione di La7, non ha fatto "Piazzapulita" dei Radicali, dicendo tuttiuguali, ma ci ha attributo una capacità politica alternativa (o "altera" come preferisce Pannella). Ho avuto anche l'onore, insieme a Giuseppe, di essere nell'indice dei nomi di libri sulla casta (ma andando sulla pagina di ogni libro, si scoprirà dalla parte di chi gli sprechi partitocratici ha combattuto). Ma a parte questo, che pure suscita una certa soddisfazione, ("e quanno te ricapita"!),  voglio ringraziare di cuore quelle persone (soprattutto quelle abituate a votare altri) che direttamente o indirettamente mi hanno comunicato il loro voto, consapevoli che non sarebbe stato "utile" all'elezione, ma utile - questo si - a un riconoscimento che è sconosciuto alle vicende elettorali, e all'Italia in generale. Persone amiche o che non conoscevo, ma che pure hanno ricevuto per qualche misteriosa via di retweet o condivisioni facebook qualche informazione in più di quelle che hanno la totalità dei cittadini. Allora ecco, non sono 486 grazie. Ma 486mila volte grazie. Il vostro voto vale 1 per il conteggio al seggio, ma politicamente 1000 per me e per noi. Ovviamente, da oggi in poi, continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto...

;-) 
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:::VIDEO::: Manifesti abusivi 2013: da Zingaretti a Storace... ladri di spazi elettorali (Radicali)

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Insieme ad altri compagni sono andato per Roma ad affiggere manifesti negli spazi assegnati ai Radicali per la Lista Amnistia Giustizia e Libertà... ma abbiamo trovato manifesti illegali di altri: da Zingaretti, la cui sbandierata legalità e trasparenza, viene immaginata sui manifesti, ma non realizzata nella azioni, a Storace che forse li avrà portati ad uno a uno con un taxi, non quello volterriano questa volta, ma sempre ladro di spazio elettorali è... ma poi tanti altri candidati e tutti gli altri partiti... gustatevi la storia in una playlist di 7 minuti!  Buona visione!


















La playlist: http://www.youtube.com/watch?v=J-YQPHIgohU&feature=share&list=PLCmPql0VnyG_hE3UsptZhlXiUcUbVhovI


Noi abbiamo inserito questo (negli spazi nostri, Radicali, di Amnistia Giustizia e Libertà!)



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Emma Bonino: Meglio soli che male accompagnati!

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“Zingaretti ha deciso che Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo non andavano bene, e invece per noi non andavano assolutamente cambiati perché bene avevano fatto e bene avevano meritato, e quindi li candiamo noi con la Lista Amnistia Giustizia Libertà”.

L'intervista qui:
http://www.romacapitalenews.com/bonino-radicali-alla-regione-lazio-meglio-soli-che-male-accompagnati-vd/
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Blogo, di Antonello Piroso, con Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita

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Gli esponenti del Partito Radicale, della Lista Amnistia Giustizia Libertà, Giuseppe Rossodivita (candidato alla presidenza della Regione Lazio) e Rocco Berardo ospiti di Antonello Piroso. Fra i temi trattati gli sprechi alla Regione Lazio, le denunce dei Radicali, la Lista Amnistia Giustizia Libertà, la riammissione della lista, l'affaire Zingaretti e dulcis in fundo... anche Zeman. 

Il video: 


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Sul nostro ricorso al Tar per violazione dello Statuto regionale: Buone notizie.

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Il TAR Lazio, con riferimento al ricorso avanzato dai Radicali avverso il decreto di convocazione delle elezioni regionali a 50 consiglieri, ha rinviato la decisione al giorno 15 gennaio, quando si terrà una camera di consiglio straordinaria. Il TAR ha chiesto alle parti di presentare note finalizzate a simulare gli esiti di una eventuale successiva revisione della sua pronuncia, in particolare sul listino, sia per il caso in cui la decisione del TAR dovesse essere positiva sia per il caso in cui dovesse essere negativa. “Ci sembra una buona notizia” commentano i due consiglieri radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo.
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Presentato ricorso al Tar, sul numero dei consiglieri regionali che costituiranno il plenum del prossimo Consiglio regionale del Lazio

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Tribunale Amministrativo
Regionale del Lazio
I consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei, unitamente a Giuseppe Paliotta Presidente del  Movimento Cittadini e Lavoratori (MCL) e Donato Robilotta Presidente del Movimento Socialisti Riformisti hanno depositato il ricorso al TAR con il quale sono stati impugnati il decreto della Presidente Polverini che fissa in 50 oltre al Presidente i rappresentanti che si andranno ad eleggere alla prossima consultazione elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale del Lazio e tutti gli altri atti collegati e connessi.

I consiglieri regionali Radicali dichiarano:
“Tale decreto è stato emanato in violazione di quanto stabilito sia nello Statuto che nella legge elettorale della Regione Lazio. I risparmi che giustamente il Governo tenta di conquistare non possono essere raggiunti in spregio alla legalità e vanno realizzati tagliando emolumenti e privilegi agli eletti e non riducendo la rappresentanza. La decurtazione dei compensi e delle prebende che attualmente spettano ai consiglieri può produrre risparmi ben superiori alla riduzione di venti consiglieri. L’applicazione di tale criterio che, ribadiamo, comunque dovrebbe essere assunto seguendo un iter legislativo corretto e non quello che si sta tentando di imporre, provocherebbe altresì, oltre a una riduzione complessiva della rappresentanza, anche una penalizzazione iniqua delle province minori. Sul ricorso è già stata fissata l’udienza per la sospensiva per il prossimo martedì 18. A questo punto auspichiamo che si decida per l’election day perché posticipare di qualche settimana la data per il deposito delle liste può evitare quell’illegalità nella raccolta delle firme che allo stato è certa vista la ridottissima disponibilità di tempo a disposizione se fosse confermata l’attuale scadenza al 4 gennaio, rendendo quindi necessario raccogliere le firme in queste giornate festive, posto che ancora non è disponibile neanche il vademecum elettorale e il facsimile dei moduli per la raccolta delle sottoscrizioni necessarie alla presentazione delle liste.
Come abbiamo sempre fatto, prova recente ne è la vicenda “Firmigoni”,  noi vigileremo e verificheremo la legalità nella raccolta delle firme e auspichiamo che tanti cittadini si attivino per fare altrettanto nei confronti di tutte le formazioni politiche che si presenteranno alla competizione elettorale”.
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Nota per la stampa a cura dell'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) di Viterbo

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Il consigliere regionale del Lazio Rocco Berardo ha scritto alla Commissione Europea ed ai Ministri dell'Ambiente e della Salute per chiedere il rigetto ovvero la revoca del famigerato schema di decreto interministeriale che se approvato consentirebbe di fatto di erogare come potabile acqua in realta' contaminata da sostanze tossiche e cancerogene.

La lettera del consigliere regionale Berardo, da sempre impegnato per il diritto alla salute e la tutela dell'ambiente, si aggiunge ai numerosi interventi parlamentari italiani ed europei, alle illustri personalita' delle istituzioni, della scienza e della vita civile, alle associazioni ed ai movimenti che hanno condiviso l'iniziativa promossa dall'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) affinche' sia rigettato dalla Commissione Europea, ovvero revocato dagli stessi Ministri proponenti, lo scandaloso schema di decreto interministeriale la cui approvazione introdurrebbe de facto l'ammissibilita' della presenza di contaminazione da cianobatteri e loro microcistine nelle acque destinate a consumo umano, laddove invece la presenza di tale agente inquinante non deve essere ammessa in nessun caso nell'acqua potabile.

Si allega il testo integrale della lettera del consigliere regionale Rocco Berardo, che ringraziamo di cuore.

Nota per la stampa a cura dell'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) di Viterbo

Viterbo, 13 dicembre 2012


* * *

Allegato: Lettera del consigliere regionale Rocco Berardo alla Commissione Europea ed ai Ministri dell'Ambiente e della Salute

Al Presidente della Commissione Europea
al Ministro dell'Ambiente
al Ministro della Salute

e per opportuna conoscenza:

al Responsabile per la Direttiva 98/34 della Commissione Europea

al Commissario Europeo all'Ambiente
al Commissario Europeo alle Imprese e all'Industria
al Commissario Europeo alla Salute

al Presidente del Consiglio dei Ministri

Egregi signori,
l'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment) ha inviato un articolato documento al responsabile per la direttiva 98/34 della Commissione europea - e per opportuna conoscenza ai Commissari europei ed ai Ministri italiani variamente competenti in materia - contenente "Osservazioni in opposizione allo schema di decreto interministeriale che propone l'introduzione di alcune modifiche al decreto legislativo n. 31 del 2001 relativamente ai requisiti di potabilita' (notification number 2012/0534/I - C50A, title "schema di decreto interministeriale per l'introduzione, nell'allegato I, parte B, del decreto legislativo 2 febbraio 2001 n. 31, del parametro Microcistina - LR e relativo valore di parametro"), affinche' esso sia rigettato sia per palese illegittimita' in quanto in flagrante conflitto con la vigente normativa europea ed italiana, sia per palese inammissibilita', in quanto in flagrante contrasto con le evidenze scientifiche e le inequivocabili indicazioni dello Iarc, dell'Oms e dell'Usepa, e in altrettanto flagrante violazione del principio di precauzione.
L'approvazione del decreto renderebbe de facto lecita l'erogazione di acque destinate a consumo umano anche in presenza di contaminazione da cianobatteri e loro microcistine; e' evidente che la legislazione vigente proibisce tale erogazione: ne consegue che lo schema di decreto interministeriale ipso facto si configura contra legem, e va quindi rigettato in quanto lungi dall'emendare il decreto legislativo n. 31 del 2001 inequivocabilmente lo viola nei suoi stessi fondamenti. Appare altresi' in contrasto con l'articolo 32 della Costituzione della Repubblica italiana che "tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettivita'", e si configura pertanto non solo di dubbia legittimita', ma altresi' non in linea con i principi costituzionali in quanto in irrimediabile conflitto con quanto disposto dalla Costituzione italiana.
Sono acclarati senza possibilita' di equivoco la gravita' del problema dell'eutrofizzazione e il pericolo per la salute umana determinato della presenza di cianobatteri e microcistine in corpi idrici utilizzati per l'erogazione di acque potabili. E' inoltre acclarata la grande, e in parte ancora sconosciuta, potenzialita' tossica dei cianobatteri; e vi e' chiara nozione della potenziale pericolosita' della loro mutevole ed imprevedibile risposta a diverse condizioni climatiche ed ambientali, delle azioni tossiche, epigenetiche, genotossiche ed oncogene di tanti e vari tipi di microcistine da essi prodotte, delle documentate e croniche difficolta' in Italia di una potabilizzazione efficace, sicura e costante delle acque che presentano queste criticita', della mancanza di un reale e diffuso sistema di sorveglianza, allarme e gestione di questi fenomeni su tutto il territorio nazionale italiano, ed infine e soprattutto del documentato e concreto rischio per la salute umana e quindi della necessita' di tutelare e preservare le caratteristiche di qualita' delle acque come disposto dalla direttiva 98/83. Ne consegue che lo schema di decreto interministeriale citato si configura altresi' come atto in contrasto con l'evidenza scientifica e la deontologia medica, ecologica e bioetica, oltre che con l'ortoprassi amministrativa e gestionale.
E' sufficiente inoltre considerare quali siano in materia le indicazioni di tutte le agenzie internazionali, europee ed italiane di protezione dell'ambiente, della salute e dei diritti umani, per evincere come lo schema di decreto interministeriale citato nel suo esito effettuale si ponga in contrasto con tutte le indicazioni formulate dalle piu' autorevoli fonti scientifiche, oltre che legislative ed amministrative. Valga ad esempio il caso del gravissimo degrado e inquinamento del lago di Vico, affetto ormai da lungo tempo da un gravissimo processo di eutrofizzazione e da sempre piu' frequenti e massicce fioriture del cianobatterio Plankthotrix rubescens, detto anche alga rossa, capace di produrre una microcistina cancerogena, non termolabile e tossica per gli esseri umani, per la flora e la fauna lacustre, classificata dalla Iarc (Agenzia internazionale di ricerca sul cancro) come cancerogeno di classe 2 b.
Nella relazione tecnica che costituisce parte integrante e sostanziale delle citate Osservazioni, si presentano esaurientemente gli inconfutabili dati, le evidenze scientifiche e la vastissima bibliografia a sostegno delle osservazioni medesime; ne discende che per le ragioni scientifiche esposte lo schema di decreto interministeriale de quo andrebbe ritirato.
Ulteriori osservazioni sono formulabili altresi' in ordine al metodo con cui l'atto e' stato predisposto ed avviato nel suo iter procedimentale; ed in tale ambito si evidenzia che le proposte di emendamento delle leggi nazionali possono riguardare l'adozione di termini piu' stringenti, in ossequio al principio europeo di prevenzione, non termini piu' laschi; questo schema di decreto ammette invece ed effettualmente favorisce la presenza di una classe di tossici ora non prevista ne' tollerata dalla legge europea e italiana. Il testo della proposta sembra essere stato indirizzato per verifica alla sola Commissione imprese e industrie dell'Unione europea (nel cui sito internet compare con la relativa scheda), mentre riguarda una classe di sostanze tossiche di diretto impatto ed interesse primario sanitario e non industriale, in quanto riguardante la totalita' della popolazione nazionale utente di un servizio fondamentale per la qualita' della vita, come la fornitura di acqua potabile. L'iter seguito si e' quindi fin qui caratterizzato per aver effettualmente sostanzialmente eluso fin dall'origine indispensabili ed adeguati criteri, controlli e procedure. Dal testo stesso della scheda di presentazione presente nel sito della Commissione imprese e industrie dell'Unione europea peraltro si evince come l'atto sia presentato in modo che appare a dir poco carente e pertanto come esso sia viziato per ragioni tanto di merito quanto di metodo, tanto sostanziali quanto formali. Vi si legge che "esso non e' una misura sanitaria o fitosanitaria", mentre e' di assoluta evidenza che se approvato esso avrebbe una notevole ed assai negativa rilevanza sanitaria. Analoga sottolineatura merita l'esplicita ammissione che "L'analisi di impatto non e' disponibile al momento della notifica", e basterebbe questo solo dato a motivare il rigetto dello schema di decreto. Il decreto, nel suo esito che effettualmente consente e favorisce l'erogazione per consumo umano di acqua contaminata, si pone in aperto contrasto con la necessita' di contrastare ogni forma di inquinamento e degrado delle acque anche in considerazione degli obiettivi europei in tema di qualita' delle acque previsti per l'anno 2015. Ne discende che non solo per le ragioni giuridiche e scientifiche esposte, ma anche per ragioni di metodo, procedimentali, deontologiche, di congruita' e coerenza, lo schema di decreto interministeriale de quo andrebbe ritirato.
Alla luce delle suddette osservazioni, in relazione allo schema di decreto interministeriale citato, dovrebbe esservi un ripensamento sia in quanto in flagrante conflitto con la vigente normativa europea ed italiana, sia in quanto in flagrante contrasto con le evidenze scientifiche e in altrettanto flagrante violazione del principio di precauzione.
Vi chiedo pertanto di attivarvi perche' venga revocato lo schema di decreto interministeriale citato e vengano adottate tempestivamente tutte le iniziative necessarie e urgenti affinche' il decreto legislativo n. 31 del 2001, che ha recepito la direttiva europea 98/83 per quanto riguarda la potabilita' delle acque destinate a consumo umano, non venga modificato con l'introduzione di nuovi parametri per sostanze cancerogene evitabili per le quali, come noto, non esistono soglie di sicurezza.
Cordialmente,
Rocco Berardo, consigliere regionale del Lazio
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Incontro delegazione Radicale con Nicola Zingaretti

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Questo pomeriggio presso la sede del Partito Radicale, una delegazione composta da Marco Pannella, Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani, e i consiglieri regionali del Lazio Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, ha incontrato il candidato Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

L'incontro ha confermato il rapporto di amicizia e di stima, cresciuto  anche durante le elezioni regionali del 2010, con la candidatura di Emma Bonino e il leale sostegno che il Presidente Nicola Zingaretti ha dimostrato concretamente durante tutta quella campagna elettorale.

Ci incontreremo nelle prossime ore, nuovamente, essendo un eventuale accordo in vista delle elezioni regionali legato anche ad una questione nazionale più generale. Abbiamo infatti ribadito - come Radicali - che riteniamo urgente e centrale il problema della giustizia e la sola riforma strutturale di fuori-uscita dalla situazione di gravissima, ormai trentennale flagranza criminale dello Stato sia, in relazione alla Costituzione e le leggi italiane, e - ancor più scandalosamente – contro costanti deliberati della giurisdizione europea, l'amnistia.


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L'impianto di tritovagliatura che immagina Alemanno non fermerà procedura di infrazione europea sui rifiuti a Roma.

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In merito alle dichiarazioni del sindaco Alemanno, rilasciate oggi davanti la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, sottolineiamo per l’ennesima volta come il trattamento dei rifiuti tramite l’impianto di tritovagliatura non adempie alle normative europee. Infatti, nel parere motivato infrazione n.2011/4021 inviato dalla Commissione europea all’Italia, in data 31/05/2012, si legge:  “Quand’anche le previste unità di tritovagliatura da istallare presso la discarica di Malagrotta fossero nel frattempo entrate in funzione, esse, secondo quanto indicato nella suddetta nota della Regione Lazio del 2 marzo 2011, consentono di tritare i rifiuti e di recuperare materiali ferrosi prima della collocazione dei rifiuti stessi in discarica. Poiché tale strumento non comprende un’adeguata selezione delle diverse frazioni dei rifiuti e la stabilizzazione della frazione organica, esso pur rappresentando un miglioramento, non varrebbe a soddisfare l’obbligo di pretrattamento previsto dall’art.6, lettera a), della direttiva 1999/31/CE come interpretato dalla Commissione.” Bruxelles respinge questo metodo di trattamento perché non elimina la formazione di percolato, odori nauseabondi e gas nocivi. Alemanno se ne faccia una ragione.
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Consiglio di Stato conferma sentenza Tar su elezioni nel Lazio. Ora Polverini rispetti regole e statuto.

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Il Consiglio di Stato, confermando la sentenza del TAR, ha suggellato l’incapacità della Presidente Renata Polverini di leggere e applicare le norme per quelle che sono. Avere un Consiglio Regionale sciolto per mesi era ed è illegale.

Si scelga ora una data, rispettando il tempo necessario per la raccolta firme e per una campagna elettorale da non sovrapporre ad altre elezioni.

Per il numero di consiglieri da eleggere, invece, non faccia ulteriori errori la Presidente Polverini: convochi le elezioni rispettando lo Statuto e la legge elettorale vigente, come peraltro indicato dall’autorevole parere pro veritate del professor Michele Ainis che abbiamo inviato nelle scorse ore a lei, al Presidente del Consiglio regionale nonché al Presidente Napolitano e al Ministro Cancellieri.

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Ecco perché la Polverini sbaglia a voler convocare le elezioni a 50 consiglieri. Questo parere del prof. Ainis, di fatto, è una diffida.

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I gruppi consiliari regionali del Lazio della Lista Bonino Pannella, Federazione della Sinistra, Partito Socialista, Sinistra Ecologia e Libertà, e Verdi hanno quest’oggi inviato alla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, al Presidente del Consiglio regionale del Lazio Mario Abbruzzese, al Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri e per conoscenza al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un parere pro veritate - richiesto dai gruppi medesimi al Professore Michele Ainis - in merito alla vicenda dell’indizione delle elezioni regionali del Lazio, in particolare in relazione al numero di consiglieri che costituiranno il plenum della prossima legislatura.

***

A seguito del pronunciamento pubblico della Presidente Renata Polverini di voler indire le prossime elezioni indicando con cinquanta il numero di consiglieri da eleggere, riteniamo illegale dal punto di vista statutario e irresponsabile politicamente indire le prossime elezioni regionali del Lazio in modo difforme da quanto stabilito dallo Statuto della Regione e da quanto disciplinato dalle regole della legge elettorale vigente. Una scelta diversa, infatti, porterà di sicuro la Regione a subire ricorsi di natura amministrativa e la stessa istituzione a una grave situazione di stallo.
La scorsa legislatura ebbe un inizio burrascoso, a seguito della mancata presentazione della lista del Pdl di Roma, ed è finita peggio. Per questo ci auguriamo che la prossima abbia un principio diverso, visto che necessariamente deve avere autorevolezza costituente e non essere minata da ricorsi e incertezze amministrative.
Fermo restando che i tagli previsti dal Governo attraverso il suo decreto potranno e dovranno necessariamente effettuarsi come i primi atti della prossima legislatura, ciò non può avvenire attraverso autonome interpretazioni dello Statuto e della legge elettorale da parte del Presidente della Regione.
Ritenendo, dunque, inaccettabile seguire altre strade che non siano quelle rispettose della legalità, abbiamo chiesto un parere pro veritate sulla vicenda al Professore Michele Ainis, che auspichiamo possa essere tenuto nella dovuta considerazione dalle massime cariche istituzionali a cui è rivolto.

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Ecco il video in cui Mentana dice: tutti fanno così #tranneiradicali (bisogna dirlo!)

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Ecco il video in cui Enrico Mentana, nella puntata dell'8 novembre 2012 di Servizio Pubblico, riconosce l'eccezione Radicale. Durante la rivisitazione dell'affaire Idv, dice chiaramente che tutti vanno ricompresi in questo sistema di partiti, "meno i Radicali, bisogna dirlo, meno i Radicali". Onore a Mentana per avere usato 10 secondi di un ragionamento lungo una puntata (forse c'è da dire lungo una vita) citando l'alterità Radicale. (Su La7 in altra occasione, a Piazza Pulita, Matteo Renzi ha riconosciuto allo stesso modo l'eccezione della storia e iniziativa Radicale in Consiglio regionale e non solo)


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Elezioni subito, ma senza violare Statuto. Tagliare la democrazia è diverso dal tagliare lo stipendio dei consiglieri regionali. Si operi per la seconda scelta, ma non si riduca la rappresentanza dei cittadini

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Il pronunciamento del Consiglio dei Ministri, e dell'Avvocatura dello Stato, sul dovere da parte del Presidente dimissionario della Regione Lazio di indire le elezioni entro i novanta giorni, e dunque entro dicembre, rappresentano una volta di più come pacificamente debba essere interpretata la norma che regola l'indizione delle elezioni da parte del Presidente di una regione. Purtroppo, oltre a non rispettare tale termine, si aggiunge da parte della Presidente Polverini anche un orientamento secondo il quale si dovrebbe andare al voto con l'elezione di 50 consiglieri. Ma come può un Presidente indire le elezioni con un numero di consiglieri diverso da quanto scritto nello Statuto? E soprattutto qual è la legge elettorale che regola l'elezione di questi 50 consiglieri? Quanti sono eletti attraverso il listino? La legge elettorale in vigore parla di 14 consiglieri eletti tramite listino. Rimane così? Dunque i cittadini eleggeranno solo 36 consiglieri? Ci sta dicendo, la Presidente dimissionaria della Regione Lazio, che la norma elettorale cambia in base a una lettura autonoma di un decreto del governo non convertito in legge, e soprattutto non adottato da un Consiglio regionale che è stato sciolto? Comunque la si pensi, tagliare la democrazia è diverso dal tagliare lo stipendio dei consiglieri regionali. Si operi per la seconda scelta, ma non si riduca la rappresentanza dei cittadini. E, comunque, scelte di questo tipo si espongono a ricorsi che potrebbero annullare persino le elezioni, che si vorrebbero convocare in una modalità inaudita dal punto di vista della legalità costituzionale.
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Fiorito: quei "regolamentaristi" dei Radicali

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Alla fine della discussione sulla prima legge sul Piano Casa, successivamente impugnato dal Governo Berlusconi, i consiglieri Radicali Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita denunciano la violazione del Regolamento, delle regole sulla proposizione del maxi-emendamento e, nel merito delle norme sul piano casa, della Costituzione. Franco Fiorito, risponde da par suo... così.
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Piano casa 2. La vendetta (cioè la bocciatura, ennesima)

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Il Governo impugna per l'ennesima volta una legge della Regione Lazio: il Piano casa 2, conosciuto anche come "Piano Casa e Chiesa", che paradossalmente doveva servire per superare il conflitto di competenze con lo Stato in relazione alla precedente norma sul Piano casa. Il Governo così oggi motiva l'impugnazione: la Legge regionale "contiene alcune disposizioni in contrasto con le norme statali in materia di tutela del paesaggio ed in materia di governo del territorio".  La Presidente Polverini probabilmente si potrà rifugiare dentro un "non sapevo, non potevo immaginare", solo che - anche in questo caso - consigliamo di rileggere resoconti e comunicati delle sedute in cui noi Radicali, insieme a gran parte dell'opposizione, avvertivamo di quanto fosse scontato e prevedibile questo conflitto di costituzionalità. Peraltro la nuova legge sul piano casa era fatta per soddisfare appetiti Vaticani, o di sottopotere Vaticano, trovando sponda anche nel Partito Democratico, che - a differenza di tutte le altre opposizioni - ha presentato un solo emendamento che inseriva un blandissimo limite di cubatura, alla regalia elaborata da un consigliere di maggioranza e poi trasfusa, versione PD, nel solito maxiemendamento di Giunta. Dunque, tra le poche leggi che sono state approvate in questa legislatura, proposte e sostenute dalla Giunta Polverini e dalla sua maggioranza, ricordiamo che il Governo ha impugnato anche, solo per citarne alcune, le leggi regionali sugli accreditamenti nella sanità privata, quelle sul turismo e i campeggi, il piano casa 1, quella sull'aumento dell’accise sui carburanti e quella sulla realizzazione di aviosuperfici e campi volo. 
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