Elezioni subito, ma senza violare Statuto. Tagliare la democrazia è diverso dal tagliare lo stipendio dei consiglieri regionali. Si operi per la seconda scelta, ma non si riduca la rappresentanza dei cittadini

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Il pronunciamento del Consiglio dei Ministri, e dell'Avvocatura dello Stato, sul dovere da parte del Presidente dimissionario della Regione Lazio di indire le elezioni entro i novanta giorni, e dunque entro dicembre, rappresentano una volta di più come pacificamente debba essere interpretata la norma che regola l'indizione delle elezioni da parte del Presidente di una regione. Purtroppo, oltre a non rispettare tale termine, si aggiunge da parte della Presidente Polverini anche un orientamento secondo il quale si dovrebbe andare al voto con l'elezione di 50 consiglieri. Ma come può un Presidente indire le elezioni con un numero di consiglieri diverso da quanto scritto nello Statuto? E soprattutto qual è la legge elettorale che regola l'elezione di questi 50 consiglieri? Quanti sono eletti attraverso il listino? La legge elettorale in vigore parla di 14 consiglieri eletti tramite listino. Rimane così? Dunque i cittadini eleggeranno solo 36 consiglieri? Ci sta dicendo, la Presidente dimissionaria della Regione Lazio, che la norma elettorale cambia in base a una lettura autonoma di un decreto del governo non convertito in legge, e soprattutto non adottato da un Consiglio regionale che è stato sciolto? Comunque la si pensi, tagliare la democrazia è diverso dal tagliare lo stipendio dei consiglieri regionali. Si operi per la seconda scelta, ma non si riduca la rappresentanza dei cittadini. E, comunque, scelte di questo tipo si espongono a ricorsi che potrebbero annullare persino le elezioni, che si vorrebbero convocare in una modalità inaudita dal punto di vista della legalità costituzionale.

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