Le quote di genere sono brutte, ma necessarie come una rivoluzione

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Intanto precisiamo una cosa: chi parla di quote rosa, già ha una visione del mondo distorta e forse anche un po' maschilista. Intanto le quote rosa non esistono più da un pezzo. Si chiamano quote di genere. E applicate alle liste elettorali significa che ciascun partito non può candidare più uomini di quante non siano le donne o più donne di quanti non siano gli uomini. Ora passiamo al dunque. In molti sostengono che è un modo brutto per imporre l'uguaglianza tra uomo e donna oppure che è addirittura una discriminazione per le donne dover essere inserite per legge dentro le liste; qualcuno si appella in modo più liberale alla meritocrazia, "ché le donne che meritano, il loro spazio ce l'hanno", o si arrovella intorno al concetto di libertà, "ché non si può votare qualcuno o qualcuna per obbligo di legge".

Ora, uscendo fuori dalle tesi e antitesi sull'argomento, mi pare chiaro che una legge sulle quote di genere farebbe ridere qualsiasi paese liberale e civile. Quindi capisco che questa proposta sia, semplicemente, brutta. Però c'è un però: l'Italia è davvero un paese liberale e civile?

Non ho sottomano tutti i dati che vengono prodotti sul rapporto donne/uomini e lavoro, fra donne/uomini e posizioni apicali nelle società, fra donne/uomini e rappresentanza, in generale fra donne/uomini e potere. 
E non ho sottomano neanche tutti i dati che raccontano il rapporto fra donne e conoscenza, fra donne e titolo di studio, fra donne e media voti in tutte le scuole di ogni e grado in Italia. 

E' pacifico - senza affannarsi in ricerche - che non vi è proporzionalità diretta tra i primi e i secondi dati, ovvero per le donne fra ruoli e capacità. Da cosa sia generato questo corto circuito è facile spiegarlo. Ed anche questo è pacifico: è un problema culturale. Tanto che in molti invocano un cambiamento culturale piuttosto che l'istituzione di una legge che tenti, come si può, un rimedio. Ma se aspetti i cambiamenti culturali, quanto tempo devi aspettare? Sono lunghi a ingenerarsi. E' come se dove c'è un Regime stai lì e attendi un cambiamento culturale. Hai voglia ad aspettare. Quindi facciomole come meglio si possono queste quote di genere, a tutti i livelli, inserendo poi un comma che dica "la legge si applica per i dieci anni successivi alla sua entrata in vigore": dieci anni e poi la eliminiamo, perché lo shock avrà prodotto i suoi effetti. Ma per i prossimi dieci anni si faccia una legge che le imponga.

Le quote di genere sono brutte, è vero, ma sono necessarie come una rivoluzione. 

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